L'Archivio U.Cicconi

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L'Archivio fotografico di Umberto Cicconi, riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali come Archivio di notevole interesse storico, nasce dalla forte volontà di conservare una memoria storico visiva attraverso l'utilizzo di materiale proveniente dalle più grandi agenzie fotografiche che documentano l'Italia e i suoi personaggi dalla fine dell'800 fino a tutto il XX secolo e comprende circa 7 milioni di immagini originali tra lastre, negativi e diapositive di vari formati, appartenenti a 4 differenti archivi/fondi. Raccolti negli anni novanta da Umberto Cicconi, costruiscono una prestigiosa porta nel passato, unica nel suo genere per varietà e dimensione. "Sette milioni di immagini, il Novecento italiano" .

 

  Roma Press Photo /
 Agenzia 
V.E.D.O. di Porry Pastorel

 NUMERO DI LASTRE E NEGATIVI: 5.500.000

 

Prima di Fondare l’ Agenzia V.E.D.O. (acronimo di “Visioni Editoriali Diffuse Ovunque”) Adolfo Porry Pastorel nel 1908 già illustra con i suoi servizi il quotidiano “La Vita”, e qualche anno più tardi firma un contratto con il “Giornale d’Italia”. Nel 1937 attrezza un grosso furgone a camera oscura per potersi recare sul luogo degli avvenimenti e sviluppare immediatamente il materiale per i giornali. Spesso, infatti, con astuzia riesce a battere sul tempo persino gli operatori dell’Istituto Luce. Nel dopoguerra abbandona la professione e si ritira nel paese natale, dove muore nel 1959.

Suo allievo è stato Tazio Secchiaroli che riorganizzerà la VEDO nella nuova agenzia "Roma Press Photo", fondata nel 1955 assieme al collega Sergio Spinelli, cui fecero parte anche altri fotografi.
Primo scoop dell’agenzia avvenne con l’omicidio di Wilma Montesi, caso di cronaca nera che ha avuto in Italia un grande rilievo mediatico. Le fotografie della Roma Press Photo entrarono negli atti processuali. Seguì lo scoop del ‘58 di Re Faruk a via Veneto. L’iconografia divinistica dei tempi, le splendide foto posate e curate nei minimi dettagli, lasciano spazio ad uno stile fotografico che si esprime entrando direttamente nel privato dello star system. Nel novembre del ‘58 il reportage al ristorante Rugantino a Roma, con il celebre spogliarello di Aïché Nana. L’agenzia riprende tutto sul fenomeno "Dolce Vita”, su “Hollywood sul Tevere”. E’ presente anche sui set cinematografici, esegue migliaia di backstage fotografici dei film. Realizza servizi su fatti di cronaca, spettacolo, celebri personaggi ritratti in privato, vita politica.


 Fondo Alberto Cartoni  NUMERO DI LASTRE E NEGATIVI: 460.000

Alberto Cartoni, fotografo ufficiale del Ventennio accreditato a Palazzo Venezia. L’archivio comprende immagini che documentano la parabola del regime fascista, prevalentemente attraverso  la vita pubblica e privata di Mussolini. Di pregio particolare le foto inedite relative alla costruzione di innumerevoli opere architettoniche come la città universitaria “La Sapienza”, il Foro Italico, il quartiere EUR, il Colosso Mussolini (la statua alta 90 metri, più alta della Statua della Libertà e della cupola di San Pietro, mai completata). Negli anni ’40 l’archivio è stato murato dallo stesso Cartoni per tutelarlo da manomissioni e furti. Nel 1990 è stato riportato alla luce da Umberto Cicconi.

 

 Fondo Spartaco Appetiti
 NUMERO DI LASTRE E NEGATIVI: 540.00

 

Spartaco Appetiti dal 1926 è al servizio esclusivo di Mussolini. “Fotografo del Luce più gradito a Mussolini”, ritrae il fascismo pubblico e privato e segue con il suo obiettivo gli avvenimenti del Ventennio. Dopo la guerra subirà un processo per “profitti sul regime” dal quale ne uscirà indenne. Il suo archivio rimarrà attivo fino gli anni ’60, focalizzando anche l’attenzione sullo Stato Pontificio e costume vaticano

 

 Fondo Umberto Cicconi
 NUMERO DI LASTRE E NEGATIVI: 645.000


Umberto Cicconi, oggi Presidente della Fondazione Allori e proprietario dell'intero Archivio Cicconi, inizia la sua carriera come fotoreporter sin da giovane e diventa fotografo personale di Bettino Craxi, per vent’anni, dal 1980 al 2000. Nel corso della sua attività ha condotto inchieste in Afghanistan, Beirut, Cuba, ha ritratto la politica nazionale e internazionale della prima Repubblica, ufficiale e privata. In molte situazioni era l'unico ad avere accesso a luoghi istituzionali e situazioni di rilievo: incontri privati tra Craxi e personaggi politici, caso Sigonella, gli anni di Craxi ad Hammammet. Proprietario di un'agenzia foto-giornalistica alla quale hanno collaborato diversi fotografi negli anni '90, l’archivio contiene inoltre scatti di Antonio Sansone, Italo Tonni, Osvaldo Restaldi, Vezio Sabatini, Luciano Paternò, Tano D'Amico, Fausto Giaccone, attraverso i quali si completa la parte più recente della storia e della cronaca italiana del XX secolo.